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Il Moscato di Scanzo Docg dell'azienda Biava fa scuola nella Grande Mela

Il Moscato di Scanzo Docg dell'azienda Biava fa scuola nella Grande Mela

Il pregiato vino bergamasco incanta gli intenditori americani e conquista gli appassionati cinesi

 

Una presentazione esclusiva per vini esclusivi. Dopo aver conquistato due anni fa la prestigiosa vetrina dell’enoteca Astor Wine & Spirits, situata nel cuore di New York, Manuele Biava, titolare dell’azienda vitivinicola Biava di Scanzorosciate in provincia di Bergamo, nei giorni scorsi  ha tenuto una degustazione guidata dei suoi prodotti - dal Moscato di Scanzo all’Exenthia, dalla Grappa di Moscato al Ghibellino -  per formare il personale del tempio della Grande Mela dedicato ai vini più prestigiosi e particolari provenienti da tutto il mondo.


Per me è stata una grandissima soddisfazione poter presentare personalmente i miei vini ai circa 40 commessi  chi operano in un luogo magico come la Astor Wine & Spirits che è universalmente riconosciuta come il paradiso delle eccellenze enologicheafferma Manuele Biava –; raccontare a chi si rapporta con i clienti di una delle più autorevoli enoteche  come realizzo la mia produzione, le sue peculiarità e la sua storia, per me è stato il coronamento del lavoro che svolgo in vigna e in cantina, sempre con grande entusiasmo  ma a volte anche con tante difficoltà”. 

 

Il primo vino di Biava a volare oltreoceano è stato il Moscato di Scanzo, la più piccola DOCG d’Italia, un prodotto unico nel panorama enologico, un concentrato di emozioni e di cultura che ha fatto da apripista alle altre eccellenze dell’azienda bergamasca. 


E’ stato un sogno che si è realizzato - racconta Biavaper questo ho curato tutto nei minimi dettagli. Ho preparato una scheda dei vini molto dettagliata con tanto di fotografie dei vari momenti della mia attività per raccontare anche tutto ciò che  ruota intorno alla mia cantina, rappresentando il fatto che la mia è una produzione di nicchia, fatta di piccole quantità ma di grande qualità e carattere. Ho portato anche un video di Scanzorosciate e di Bergamo perché considero la bellezza del nostro territorio un valore aggiunto da far conoscere a chi apprezza i miei vini. Hanno fatto il “tutto esaurito” anche gli  assaggi aperti al pubblico su prenotazione, una dimostrazione di quanto gli americani apprezzino i vini italiani”.


Manuele Biava è un giovane produttore che ha messo il proprio nome in etichetta nel 1988, continuando l’attività avviata dal nonno paterno Giovanni, vignaiolo di grande competenza, che oltre all’amore per la terra gli ha trasmesso anche gli insegnamenti che gli hanno permesso di sviluppare una propria sensibilità enologica e la capacità di produrre vini eccellenti, coniugando la sua passione e la sua preparazione con l’ottima esposizione al sole delle sue vigne e la presenza marcata nel terreno della sua azienda di “Sas de luna”, una pietra calcarea biancastra che conferisce al vino aromi particolari. Tutti ingredienti che hanno contribuito a fare del Moscato di Biava una delle eccellenze più rinomate.


Eventi come questo sono molto importanti per tutto il comparto enologico bergamascosottolinea Coldiretti Bergamo -, sono inoltre fondamentali anche per promuovere e valorizzare tutto il nostro territorio. Oggi i viticoltori hanno capito perfettamente che oltre a sviluppare le competenze tecniche per fare vino di qualità, devono anche formarsi e mettersi in gioco per comunicare e vendere qualcosa in più del semplice prodotto, perché è quel “qualcosa in più” che spesso fa la differenza” .


Questa estate Manuele Biava è volato anche in Cina per presentare i suoi vini ad un grande estimatore,  che, pur essendo già proprietario di una “cantina delle meraviglie”,  è rimasto folgorato dall’unicità del Moscato di Scanzo.

 

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Roberto Vitali
Il moscato di scanzo docg dell'azienda biava fa scuola nella grande mela

Roberto Vitali

Roberto Vitali

Laureato in Lettere alla “Cattolica” di Milano, ho cominciato durante l’università a scrivere per il quotidiano della mia città, “L’Eco di Bergamo”, al quale – pur essendo oggi in età di pensione – continuo a collaborare sia sul cartaceo che sul sito web. Sono stato addetto stampa di enti pubblici, direttore di Teleorobica, direttore-editore del mensile “Bergamo a Tavola” (1986-1990)  poi trasformato in  “Lombardia a Tavola” (1990-2002) e poi venduto (oggi vive ancora trasformato in "Italia a Tavola"). Mi sono sempre occupato, oltre che della cronaca bianca della mia città, di enogastronomia e viaggi. Ho collaborato alla Rai-Gr1, vinto premi giornalistici in tutta Italia e scritto qualche libretto, tra cui “La cucina bergamasca – Dizionario enciclopedico” e una Guida dei ristoranti di Bergamo città e provincia. Mi piace l’Italia e tutto quello che di buono e bello sa offrire. Spero, con i miei scritti, di continuare a farla amare da tanti altri lettori. 338.7125981

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