Goloso e Curioso
I DIAMANTI SONO I MIGLIORI AMICI DELLE RAGAZZE (AD AMSTERDAM)

I DIAMANTI SONO I MIGLIORI AMICI DELLE RAGAZZE (AD AMSTERDAM)

Lo cantava Marilyn Monroe fasciata in un incredibile vestito da sera rosa col grande fiocco sul lato B: Diamonds are a best girl’s friends. Quale donna non è rimasta incantata davanti alle vetrine luccicanti delle grandi gioiellerie ammirando collane e orecchini, ma soprattutto sperando che il Principe Azzurro arrivasse con un anello di fidanzamento di svariati carati? Per saperne di più e bearsi della vista dei più grandi diamanti del mondo e dei gioielli da favola indossati da Reali e attrici, basta visitare il Museo del Diamante ad Amsterdam, piccolo ma interessante. L’edificio si trova tra il Van Gogh Museum e il Rijksmuseum e vale una visita degli appassionati e soprattutto delle donne, che non mancheranno di apprezzarlo. Nelle vicinanze, in un’area comoda per il turismo culturale e artistico – imperdibile ad Amsterdam – si trova l’Hotel Okura, 5 stelle di stile contemporaneo con delle caratteristiche speciali: è l’unico hotel in Europa della catena giapponese Nikko, con tre ristoranti ed un totale di 4 stelle Michelin, e con una Spa dotata di piscina interna riscaldata dove coccolarsi dopo una faticosa giornata in giro per la città. Da quattrocento anni Amsterdam è il centro della lavorazione e del commercio dei diamanti e sede della Borsa dei Diamanti. La Coster Diamonds ha recentemente inaugurato un museo dedicato al diamante, dove in otto sale viene illustrato lo sviluppo di questa industria negli ultimi 400 anni. Oltre ad esibire diamanti autentici, il museo espone anche copie di celebri gioielli e vengono date indicazioni su come distinguere i diamanti autentici da quelli falsi. Fino al 24 luglio si può visitare un'esposizione dedicata alla corona, il simbolo del potere reale. La visita al museo prevede un percorso conoscitivo che inizia con un filmato introduttivo sulla storia dei diamanti, i sistemi estrattivi e i processi di trasformazione da pietra grezza a gioiello scintillante. Il valore di un diamante dipende dalla caratura, cioè dal peso, dalla grandezza, dalla purezza e dal taglio. Talvolta sono colorati: si chiamano “fancy colours” e sono particolarmente rari e ricercati. Era giallo il brillante di Tiffany indossato da Audrey Hepburn per la presentazione del film Colazione da Tiffany. La parte più affascinante del Museo è quella dedicata alle riproduzioni dei diamanti più famosi al mondo, come il Cullinan I, chiamato anche "Stella d'Africa", che fa parte dei gioielli della corona britannica ed è incastonato sullo scettro reale a goccia. Il leggendario Koh-I-Noor (Montagna di Luce in persiano), proveniente dalle miniere di Golconda, in India, brilla invece sulla corona del regnante d’Inghilterra. Si può ammirare anche il diamante sudafricano Taylor-Burton, dono di Richard Burton nel 1969 alla moglie Elizabeth Taylor. Pesa ben 68 carati, a forma di goccia, e fu montato da Cartier su una collana con molti altri diamanti e gemme. Nel 1979, dopo il divorzio da Burton, la Taylor lo vendette per cinque milioni di dollari, utilizzati in parte per beneficienza. La sezione dedicata alla casa di Oranje-Nassau non mancherà di lasciarvi a bocca aperta: qui sono esposte copie dei preziosissimi gioielli della famiglia reale olandese, tramandati di generazione in generazione. Il museo offre anche una serie di video, il più divertente dei quali è dedicato ai film che raccontano i più spettacolari furti di diamanti da Agente 007 Una Cascata di Diamanti a Un Colpo Perfetto. Un altro filmato spiega come determinare l'autenticità di un diamante e un altro ancora mostra l'ascesa della società sudafricana De Beers ai vertici della produzione mondiale di diamanti grezzi. Si può imparare anche a distinguere i brillanti veri da quelli falsi. La collezione permanente del museo accoglie pezzi di fama mondiale, tutti incastonati di brillanti, come il Black Rembrandt, il Teschio di Diamanti e una katana giapponese. Oltre alla collezione permanente, fino al 24 luglio, è aperta al pubblico un’esposizione dedicata alla corona, simbolo del potere reale. Oltre alle tradizionali corone europee, luccicanti di gemme, ci sono corone per noi buffissime provenienti da varie parti del mondo e fatte con prodotti locali, come stoffe preziose o paglia intrecciata, tutte molto colorate e talvolta decorate da piume di uccelli rari. Al termine della visita è possibile farsi un selfie con un computer che permette di indossare virtualmente i gioielli preferiti e di incoronarsi regine per un attimo! Il museo si trova in Paulus Potterstraat 8, è aperto tutti i giorni e la visita richiede almeno un'ora. Non manca uno shop di souvenir (ovviamente di brillanti!). L’Hotel Okura di Amsterdam offre 300 camere in stile contemporaneo e servizi di alta qualità ed è situato vicino al quartiere dei musei ed a poca distanza dalle attrazioni turistiche della città. I suoi quattro ristoranti sono stati tutti premiati dalla Guida Michelin: il famoso Ristorante Ciel Bleu al 23° piano, con una vista meravigliosa della città, ha due stelle Michelin, il Sazanka e lo Yamazato hanno una stella rispettivamente, e il Serre è segnalato come Bib Gourmand, cioè quelle tavole che vantano un ottimo rapporto qualità prezzo. È l'unico hotel in Europa di una catena giapponese che vanta più di 80 alberghi di lusso in tutto il mondo. Il gruppo include gli Okura Hotels & Resorts, JAL Hotels e Nikko Hotels International. I Paesi Bassi hanno una lunga tradizione di stretti rapporti con il Giappone: la Compagnia Olandese delle Indie Orientali, fondata nel 1602, grazie al commercio con l’Asia diventò la più grande impresa commerciale del XVII secolo. A partiredal 1640 detenne il monopolio del commercio con il Giappone. Fino al 1854 gli olandesi furono l'unica finestra del Giappone sul mondo occidentale.

Hotel Okura Amsterdam


Ferdinand Bolstraat 333


1072 LH Amsterdam


Tel. +31.20.6787111 – e-mail info@okura.nl


Claudio Zeni

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I diamanti sono i migliori amici delle ragazze (ad amsterdam)

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Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’,  il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso  'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano). 

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