Goloso e Curioso
IL NUOVO NOME DEL BUFFALO BILL HISTORICALI CENTER, LO SMITHSONIAN DEL WEST   

IL NUOVO NOME DEL BUFFALO BILL HISTORICALI CENTER, LO SMITHSONIAN DEL WEST  

Da oggi per tutti si chiama ‘BUFFALO BILL CENTER OF THE WEST!’ La ragione del cambio nome del famoso centro storico culturale e museale situato a Cody, sta proprio nell’accurata descrizione, nelle collezioni e nei programmi del Center. Non solo un museo di storia del West, bensì anche e soprattutto, un complesso che raduna ben cinque distinte esposizioni museali a scelta ed una biblioteca di ricerca. Dall’esplorazione della natura e delle scienze allo Yellowstone National Park, all’arte del West Americano, dai Nativi delle Praterie alle armi da fuoco e naturalmente la storia narrata della vita e dell’epoca di Buffalo Bill. E un Centro nel quale le collezioni illustrano il West. Un nuovo look, nuovi programmi ed esposizioni interattive al Center, offrono un’esperienza divertente e completa grazie alle collezioni esposte. E’ il luogo ove si apprende veramente la storia del West. Il Buffalo Bill Center of the West (ex Buffalo Bill Historical Center ) di Cody , Wyoming, ha appena vinto il TripAdvisor’s 2013 Certificate of Excellence award. Il The Center of the West, si trova a solo 80 km dall’entrata orientale dello  Yellowstone National Park, ed é visitato ogni anno da 200.000 viaggiatori internazionali e nazionali. Fondato nel 1917 dalla Buffalo Bill Memorial Association alla morte di William F. Buffalo Bill Cody, il Center si é poi sviluppato per includere cinque musei dedicati all’American West. Novità: la Paul Dyck Plains Indian Buffalo Culture Collection é ora aperta al pubblico con una mostra permanente in uno spazio apposito presso il Plains Indian Museum del Center. Lo sforzo nell’ordinare, schedare, ricercare e mantenere oggetti unici dei Nativi data indietro nel tempo quando l’artista Paul Dyck identificò l’epoca della ‘Buffalo Culture’ dal tardo 1700 fino al 1890. Ora la nuova Galleria Paul Dyck Plains Indian Buffalo Culture offre lo spazio alla collezione, veri e propri capolavori degli anni 1880. La Dyck Collection da tempo é stata considerata da storici ed etnologi la collezione privata più completa sull’arte e su reperti storici dei Nativi delle Praterie. La straordinaria collezione che venne iniziata dal padre di Dyck nel 1886, include indumenti, copricapo con penne d’aquila, collane con unghie di orso, tepee con pelli di bisonte ed arredi, oltre a mocassini, medaglie, culle ed altro ancora. Oltre all’intrinseca arte e creatività, i lavori esposti sono espressione potente degli artisti Nativi, della loro profonda cultura, valori, tradizioni, esperienze bibliografiche e storiche e spiritualità che conducono a tutti gli aspetti della vita. Gli oggetti esposti nella galleria ruoteranno periodicamente per consentire di esporre quanto più della vasta collezione.www.bbhc.org   www.RealAmerica.it 


Claudio Zeni

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Claudio Zeni, laureato in Letterature e Lingue straniere è nel mondo del giornalismo dall’età di 18 anni. Appassionato di sport, enogastronomia e turismo collabora con media locali, nazionali ed internazionali di settore. Tra i principali riconoscimenti giornalistici assegnatigli si ricorda il premio nazionale Gennaro Paone consegnatogli a Roma dal direttore generale dell’Enit, il I.o premio giornalistico nazionale ‘Strada del Vino del Recioto e di Gambellara’,  il I.o premio ‘Primavera del prosecco’, 'Amici della Chianina', 'Premio Tarlati', 'Scandiano', 'Sant'Angelo in Vado, 'Apicio', 'La bisaccia del tartufaio', 'Burson'. Per quattro anni ha seguito l’Hong Kong Food Festival e per due ha coordinato la manifestazione nazionale Top of Golf finalizzata alla proclamazione del miglior ristorante della ‘Wine Tour Cup’ dell'Associazione 'Città del Vino'. Coordinatore della giuria e dei cuochi del concorso culinario ‘Tartufo d’oro’ di Gubbio’. Unitamente al Presidente dei Cuochi di Arezzo organizza il concorso  'Penne bruciate', giornalisti ai fornelli dove a vincere è il 'piatto peggiore'. Autore con Leone Cungi del libro ‘Sport e società a Monte San Savino (Un secolo di storia sportiva e tradizioni sul borgo toscano). 

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